Care Colleghe e cari Colleghi, care Studentesse e cari Studenti,
sono passati esattamente tre mesi dall’inizio dell’epidemia, cioè da quel giovedì 20 febbraio in cui proprio una nostra laureata in Medicina e Chirurgia, la dott.ssa Annalisa Malara, ha diagnosticato a Codogno il primo caso di infezione da Covid-19 (il “paziente 1”).

Ricordo questo episodio perché è il primo di tanti contributi di valore che, in questa drammatica emergenza, sono stati portati da persone che si sono formate o che lavorano nel nostro sistema pavese in cui università e sanità si integrano e completano reciprocamente.

Ora siamo entrati in una fase nuova che è altrettanto delicata quanto quella che abbiamo attraversato. Dalla Comunità accademica deve passare un messaggio di grande ascolto alle indicazioni scientifiche, a beneficio della salute dei cittadini. Anche e soprattutto in un momento in cui la giusta apprensione per l’andamento dell’economia e la stanchezza psicologica potrebbero portare ad allentare l'attenzione. La grande collaborazione e lo sforzo tangibile che l'intero Ateneo, in tutte le sue componenti, ha mostrato in questi mesi mi rende ottimista circa la voglia di costruire un percorso per il futuro che sia anche occasione di rilancio per l'intero territorio.

Questi ultimi tre mesi ci hanno anche insegnato tanto di noi, per esempio il fatto che noi non siamo una università telematica, ma molto di più. Non ci poteva essere occasione più chiara per constatare quanto lo scambio diretto docente-studente e la relazione interpersonale tra studenti, possibili solo in presenza, siano insostituibili per la crescita non solo formativa, ma anche umana.

Riaffermo, con convinzione, la volontà di riprendere le lezioni in presenza nel prossimo anno accademico, non appena le condizioni di sicurezza sanitaria lo consentiranno.

L'incertezza sull'andamento dell’epidemia ci porta a prevedere comunque anche l'erogazione a distanza con il dichiarato scopo di essere inclusivi nei confronti di tutti gli studenti, in particolare se provenienti da altra regione, con eventuali difficoltà di spostamento.

Pertanto, le lezioni del primo semestre del prossimo anno accademico saranno erogate in forma mista: sia a distanza che in presenza. Abbiamo già iniziato ad attrezzare le aule per trasmissioni e registrazioni.

Un gruppo di lavoro ha predisposto le prime indicazioni sulla didattica per il nuovo anno accademico, approvate dal Senato lo scorso lunedì, ed elaborerà linee-guida più dettagliate per i Consigli didattici. In ogni caso, il contributo progettuale di ogni docente sarà cruciale.

Due sono le modalità che i diversi corsi di laurea potranno adottare in autonomia: didattica mista a piccole classi e didattica mista a rotazione.

Nel primo caso, il singolo insegnamento sarà articolato in due parti. Alcune lezioni saranno svolte all'intera classe in modalità a distanza. Mentre per le restanti lezioni gli studenti si suddivideranno in classi più piccole, ciascuna con un diverso docente, così da approfondire gli argomenti o svolgere esercizi (anche queste lezioni saranno comunque disponibili online per chi non potesse frequentare).

Il metodo a rotazione prevede invece che gli studenti del medesimo insegnamento si suddividono in sottogruppi e si alternino nella presenza in aula. Ad esempio, se il corso di laurea scegliesse una alternanza su base settimanale e la classe fosse divisa in due sottogruppi, nella prima settimana il sotto-gruppo 1 andrebbe in aula ed il sotto-gruppo 2 seguirebbe da remoto; e nella seconda settimana il sotto-gruppo 2 andrebbe in aula ed il sotto-gruppo 1 seguirebbe da remoto. Così che tutti gli studenti possano avere un contatto diretto con il docente ed i colleghi. Anche in questo caso tutte le lezioni sarebbero comunque disponibili online.

Numerosità delle classi piccole e dei sotto-gruppi saranno stabilite con il fine di garantire un minimo tasso di occupazione delle aule, rispettando le normative relative al distanziamento fisico.

Va aggiunto che in queste settimane la grande e doverosa attenzione per studenti e didattica non è avvenuta a scapito della ricerca. Appena è stato possibile, abbiamo favorito l'accesso a laboratori e biblioteche. Seppure con severe regole di sicurezza, la ricerca sta riprendendo completamente. Poi, auspicando che il contenimento del contagio si confermi, accoglieremo a breve anche gli studenti in tesi di laurea.

Infine, voglio ricordare la scelta dell’Ateneo di destinare la raccolta del 5 per mille interamente a favore di borse di studio per studenti meritevoli, ma in difficoltà economica. Infatti, la grave crisi che tutto il Paese sta vivendo potrebbe ripercuotersi sulla possibilità di iscriversi all'università o proseguire negli studi.

Sono consapevole che numerose sono le iniziative meritevoli di sostegno, ma considerate seriamente di aiutare tanti giovani negli studi, dimostrando di credere nella vostra Università.

Un caro saluto.
Francesco Svelto
Rettore dell’Università di Pavia